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in quel di camaiore lido (luca)

Mar Nov 29, 2016 4:16 pm Da ideafolle

piccola rece in quel di (lido di camaiore)
un amico mi a chiesto........
Filippo Calcagno A zii, e tu l'ampli a reazione nucleare, quello con 8 missili, come l'hai portato?

Commenti: 1

AMPLI X CUFFIE X TIMIDO

Dom Dic 27, 2015 6:46 pm Da ideafolle

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  si comincia, questo e' l'ampli x cuffie che sto facendo a timido ( carmine) sto usando un case che gia avevo , e che verra restaurato pure con un nuovo pannelli anteriore .come schema sto usando..........boo! me lo sto a inventa mano mano che vado avanti ,prendendo spunti e idee da vari schemi [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  se tutto va be' dovrebbe pure sona [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  be' almeno cie provo [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

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PLLXO 2.1 + TA2021 + TPA3118

Dom Ott 16, 2016 8:58 am Da Corallaro

Salve a Tutti
Ho un impiantino così composto:
RaspberryPi con DACi2s sabre_es9023 (in cui a breve installerò un TCXO 50MHz 0.3PPM 50M)
Ampli MOUSAI MS-A1 ex SMSL SA-S3 con TA2021
Scheda ampli mono TPA3118 a ponte
Diffusori Yamaha NS-BP200 (MCR-755)
Subwoofer Sharp CP-AT1000HSW

A questo punto mi serviva un PRE 2.1 ma, non disponendo di molte risorse e non essendo soddisfatto dal suono di un …

Commenti: 11

FINALE, classe A ...S.E. IGBT.

Mar Mar 29, 2016 3:23 pm Da ideafolle

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] RIECCOMI QUI  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  A CONDIVIDERE LA MIA PROSSIMA ( forze l'ultma  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] )  ...FOLLIA,
.... se tale e' cosi a da esse.  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] si inizia [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] si finiscie   [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]   [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] ...BOOOOOO!!!!!! [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]..... [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  

[url=https://servimg.com/view/17423981/2601][Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

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FOLLIE ESTIVE PRE A FET E MOSFET.

Gio Lug 14, 2016 8:28 am Da ideafolle

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[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] dopo essere stato sotto il sole senza cappello, al culmine di un miraggio ........ [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  unaltra delle mie stranezze ....FOLLI [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  e' un pre molto …

Commenti: 13

Consiglio Prefet......Quale versione?

Mer Ago 03, 2016 9:43 pm Da arpesee

Salve a tutti, ho a disposizione delle pcb per montare l'amplificatore di JLH versione 1969, e volevo chiedere un consiglio per affiancarvi un pre ed ho intenzione di fare una delle tre versioni del prefet ma non so quale realizzare. Volevo un consiglio da voi appunto sul quale mettere in cantiere e se come ho capito leggendo le varie discussioni il guadagno dei prefet che è di circa 4 è idoneo …

Commenti: 20

Prossimo finale: MyRef, MPC-MK2 o Abletec ALC0240-2300

Lun Apr 14, 2014 7:25 pm Da Jumping

Vorrei cimentarmi con una di queste realizzazioni, probabilmente dopo l'estare, in particolare
il Myref o l'MPC mi intrigano, qualcuno del forum li ha costruiti entrambi o uno dei due?

Commenti: 265

AMPLI NOVA CLASSE A

Mar Ott 20, 2015 1:20 pm Da direttore

SALVE A TUTTI.
STAVO PENSANDO DI COSTRUIRE QUESTO AMPLI
VENDUTO DA DIY-AUDIO-SHOP.DE.
COSA NE DITE?
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Commenti: 25

PRE......RISORTO.

Lun Feb 29, 2016 9:11 pm Da ideafolle

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Franco Battiato "Joe Patti's experimental group"

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Franco Battiato "Joe Patti's experimental group"

Messaggio  Ivan il Mer Set 17, 2014 11:07 am

Nuovo lavoro di Franco Battiato:

Si presenta come un lavoro interessante, almeno dal '76 ad oggi.



Repubblica XL ha scritto:Franco Battiato, ritorno all'elettronica: "Non avete idea di quello che vi aspetta"

di LUCA VALTORTA

Nei primi anni Settanta incideva album sperimentali facendo concerti che dividevano il pubblico, tra fischi e applausi. Oggi sorprende tutti con un nuovo disco, "Joe Patti's Experimental Group", che torna a quelle sonorità: "L'unica cosa che conta nella vita è la parte esistenziale. Non mi interessa essere rassicurante per il pubblico. Se fai questo tradisci il tuo ruolo di artista"

MARINA DI PIETRASANTA - C’è una cattiva atmosfera nell'aria. Sulla Versilia si è appena riversata una bomba d'acqua. Il cielo è nero. Fa freddo. Il mare, quando piove, è la cosa più inutile e triste della terra. Il concerto di questa sera è in forse. È uno dei quattro show che solo pochi fortunati potranno vedere. O sfortunati, se siete tra quelli che non hanno mai sentito parlare di visionari album come Fetus e Pollution e pensate di vedere un normale live di Battiato. Questa atmosfera negativa Franco Battiato la sente. Si capisce subito quando in perfetto orario appare nella stanza "exotica" dell'hotel con addosso il lungo impermeabile che ama portare anche in concerto quando l'umidità avanza. Il divano dell'intervista è posto vicino a un bocchettone di aria condizionata che emana freddo in un pomeriggio freddo. Ci spostiamo. Ci sediamo su un divano a righe nere verticali davanti al quale c'è un cassettone zebrato e ordiniamo un tè verde. “Oggi è sabato?”, mi chiede. “Oggi è domenica”. “Devo ricordarmi di comprare il tè”, risponde contrariato. “Che tipo di tè?”, chiedo. “Tè bianco. Da un po’ di tempo uso tè bianco”. Fuori il cielo si sta aprendo, un raggio di sole sottile filtra dalla finestra e illumina il tavolo. Fiat lux. È il segno che l'intervista può iniziare.

Negli anni Settanta Battiato era un pazzo visionario: autore di album difficili e sperimentali come Fetus e Pollution che vengono ancora oggi considerati di assoluta avanguardia, progenitori di tanta musica elettronica, unico fronte tra l'altro in cui si parla di innovazione vista l'inevitabile ripetitività del rock e del pop...

"Erano dischi abbastanza interessanti".

Eppure lei nel corso del tempo li ha sempre sminuiti, considerandoli meno validi della sua produzione pop. Oggi però ha deciso, sorprendendo tutti, di tornare alla sperimentazione con un nuovo disco, Joe Patti's Experimental Group. E di fare anche dei concerti.

"Prima di iniziare io li avverto: 'Avete idea di quello che vi aspetta?'. Loro si mettono a ridere".

Una cosa che tutti si chiederanno: ma chi è Joe Patti?
"Mio zio, fratello di mia madre, immigrato negli Stati Uniti, in Florida, a Pensacola, all'età di vent'anni. Diventò ricco aprendo un'impresa, che pescava ed esportava pesce".

E come mai ha scelto di usare il suo nome per un ritorno alla musica sperimentale?
"Mi piaceva il suono".

C'è una parte di pubblico che considera la parte elettronica l'unica valida di tutta la sua carriera.
"Lo so, lo so. Dicono: 'Battiato è stato Battiato solo fino al 1975'. Ho chiesto molto a quelli che mi seguono. Per me l'unica cosa che conta nella vita è la parte esistenziale, quella che ti mette alla prova: non mi interessano le conferme, essere rassicurante per il pubblico, dargli quello che vuole. Se fai questo tradisci il tuo ruolo che è quello di fare ciò che interessa a te, non quello che interessa a loro".

In quegli anni fare sperimentazione cosa voleva dire invece?
“Ecco, se lo contestualizziamo a quegli anni è diverso perché allora le cose che proponevo erano completamente nuove. Non ritengo comunque quella elettronica la parte più importante del mio lavoro: la mia parte più interessante, è quella mistica”.

Non c'era una parte mistica anche in quelle sperimentazioni?
"Forse sì. Il tipo di ricerca nel terzo disco, Sulle corde di Aries, di una sorta di musica primigenia".

1971. Franco Battiato ha 26 anni. Viene fatto accomodare su un divano di pelle rossa. E... Clic! "Clic", proprio come il titolo di uno dei suoi album sintetici degli esordi. Gianni Sassi scattò. L'immagine che venne sviluppata, e che avrebbe accompagnato Battiato per almeno un paio d'anni, non fu studiata a caso: all'inizio del 1971 uscì "Fetus", il suo debutto. Copertina shock (un feto, giustamente) opera del solito Sassi, testi criptici e violentemente acidi ma soprattutto una musica abrasiva e scostante, per lo più giocata sui suoni alienanti del VCS3, un nuovissimo sintetizzatore appena arrivato dall'Inghilterra. Anche i concerti, più che rassicuranti esibizioni live, si trasformano in vere e proprie catarsi; per il tour del 1972 Sassi si inventa una campagna degna del luciferino Malcolm McLaren: "I manifesti anziché annunciare i concerti dicevano: 'Questo è Franco Battiato: un anticristo, indecente e volgare. Uccidiamolo!'". Sul palco, la tensione è tale da sfociare nel più nero delirio: "Suonavamo a volume altissimo e in un inferno di luci stroboscopiche; dietro gli amplificatori avevo sistemato un'enorme croce che a un certo punto prendevo e distruggevo sul palco: il pubblico andava in visibilio, c'erano scene di isteria collettiva, con la gente che devastava i teatri... Anche noi, mentre suonavamo eravamo talmente coinvolti dalla schizofrenia generale che succedevano cose assurde: ricordo una volta in cui il tastierista salì sul corpo del violinista, letteralmente calpestandolo. Un'altra in cui cadendo finii su un cavo scoperto e a malapena sentii la scossa, che pure mi bruciò la schiena. Era follia, follia pura". Quella follia, per Battiato non poteva durare in eterno: "Dopo qualche tempo mi accorsi che ero entrato in un vero e proprio buco nero. Non era la musica, era una forza del male. L'immagine che Sassi mi aveva ritagliato addosso aveva finito per condizionarmi nella vita di tutti i giorni e io non ero più in grado di sostenerla. Alla fine mollai e decisi di cambiare tutto. Molti oggi pensano che quella fu una svolta commerciale: non era così. In quel periodo avevo migliaia di persone che facevano la coda fuori dai teatri e cambiare era assurdo. Questa è una cosa che non sa nessuno: il mio manager di allora, Maurizio Salvadori, venne da me e restò una notte intera per cercare di convincermi di non cambiare genere ma non ci fu niente da fare". Battiato, da quel giorno, diventò un cantautore. Un cantautore raffinatissimo, che avrebbe scelto la via mistica del pop. Ma per una manciata di anni, Battiato fu semplicemente elettrico, elettronico... folle.


Sulle corde di Aries iniziava con un brano di oltre 18 minuti, "Sequenze e frequenze".
"Esattamente. Quello aveva qualcosa di metafisico".

C'era anche un brano che sarebbe diventato un classico, Aria di rivoluzione...
"Quella però era una canzone".

Con elementi politico/visionari.
"È vero: quella che chiameremmo musica sociale. Era influenzata come da una causa superiore. Purtroppo, il risultato, dopo dieci anni, è stato tutti in discoteca".

Tornando a quel periodo, c'è stato un personaggio molto importante con cui ha lavorato: Gianni Sassi, un vero agitatore culturale, grafico e poi discografico, creatore ed editore di riviste come Alfabeta e La gola, inventore dell'etichetta Cramps di cui hanno fatto parte gli Area di Demetrio Stratos, Eugenio Finardi, John Cage e anche il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza con un giovane Ennio Morricone. Sassi fu anche inventore del festival Milano Poesia e art-director delle celebri e criticatissime copertine dei suoi primi dischi: il feto che appare su Fetus, il limone schiacciato di Pollution...
"Era sicuramente geniale anche se non ero del tutto favorevole a certe cose che faceva. Per esempio la campagna stampa con cui ha cercato di lanciarmi: fu una trovata notevole, che diceva cose tipo: 'Battiato è un buffone... la gente non ne può più'. Pollution venne definito come 'il gesto finale di un artista ingrato, il crimine lucido di un genio malato'.

Risultato?
"Fetus e Pollution hanno venduto più di quindicimila copie a testa: Pollution, in particolare, arrivò al terzo posto in classifica, una cifra incredibile per dischi del genere".

E poi c'è la storia della famosa pubblicità del divano. Ma lui le aveva detto che avrebbe utilizzato quella foto?
“No. Busnelli, il padrone dell'azienda di divani, gli tolse la commissione. Arrivarono migliaia di lettere di protesta. La cosa andò così: Sassi mi disse che voleva fare un servizio fotografico, nel suo stile provocatorio, al gruppo con cui suonavo allora, gli Osage Tribe. Avevo degli orrendi pantaloni con la bandiera americana che mi aveva regalato Claudio Rocchi (grande musicista e cantautore, recentemente scomparso, ndr), degli occhiali, un paio di stivali e in faccia e sulle mani avevo messo del cemento che, sotto i riflettori, iniziò a creparsi. Mi fece sedere su un divano ma io non avevo proprio idea che volesse usare quella foto per fare la campagna pubblicitaria dei divani Busnelli. Fu una campagna massiccia: quella foto era ovunque. Quando la vidi mi arrabbiai, c'era questa foto con la scritta: 'Che c'è da guardare? Non avete mai visto un divano?'. In quel periodo andai a fare la visita militare. Mentre aspettavamo c'era uno che sfogliava una rivista. A un certo punto si ferma alla pagina dove c'era la pubblicità del divano e dice: 'Ma guarda un po' questo trans!'. E io: 'Ma no, è solo un trucco pubblicitario'. Non mi riconobbe nessuno. Non era facile del resto, per fortuna”.

A proposito di militare: come andò a finire?
“Fu una storia pazzesca. Dopo la visita mi mandarono a Cassino e naturalmente come prima cosa mi tagliarono i capelli e mi diedero una divisa troppo larga che io non andai a far riaggiustare. La prima domenica di libera uscita, naturalmente non mi fecero uscire. Non sapevo che fare e mi misi a passeggiare in quel grande cortile. Dall'altra parte, un graduato anziano e con parecchie stellette camminava nella mia direzione. Un secondo dopo che l'ho oltrepassato sentii un urlo. 'Ehi, tu!', 'Dice a me?', rispondo. E lui, sempre urlando: 'Vedi qualcun altro qui?'. Io: 'Mi dica'. 'Mi dica? Chi sei?'. 'Battiato'. 'Non me ne frega un cazzo del tuo nome! Mi devi dire a quale reparto appartieni!?'. 'Non lo so'. Se ne andò alzando le mani, urlando frasi sconnesse. Io sparii. Un'altra volta dovevamo andare a sparare, che per me era come darmi una coltellata. Dico: 'Non sto bene, non posso camminare'. Mi portarono in autoambulanza. La notte, alle due, mentre ero nella branda a dormire, scattarono le sirene: vidi tutti che si vestivano. Mi affacciai: pioveva, c'era fango e facevano, strisciando, il passo del leopardo. Al mattino il capitano mi fece chiamare: 'Quelli come te li conosco. Tu sei uno che non vuole fare il militare. Purtroppo io non posso rischiare, per cui ti mando in ospedale, al Celio di Roma. Tu tornerai di nuovo da me e allora ti farò pulire i cessi con la lingua!'. Non mi vide più”.

Come è stato possibile?

"Sono stato un mese al Celio. Mi hanno fatto tutti gli esami possibili. Il medico del mio reparto, che non era militare, mi disse: 'Mi dispiace veramente tanto, ma domani torni a Cassino'. Sono diventato bianco. Lui, visto il mio stato, continuò: 'Guarda, c'è una sola possibilità: vai dal Comandante qui sotto, che è veramente una brava persona, e digli la verità'. Il Comandante fu molto comprensivo. 'Guarda, ti do una convalescenza di tre mesi, passi il Natale a casa ma poi devi rientrare'. Finita la convalescenza dovevo rifare una visita al Baggio di Milano. Due soldati, senza neanche farmi passare da casa, mi prendono per le braccia e mi mettono sul treno".

Un vero romanzo...

“Ho avuto tanti pensieri in quel viaggio, contrastanti. Finalmente decisi di scendere alla stazione di Firenze. All'ospedale di Baggio un ragazzo mi aveva insegnato la 'superossigenazione' che simula lo svenimento. Prima che arrivasse l'ambulanza, sentivo tutti i commenti della gente che mi stava intorno. Finalmente arrivai all'ospedale militare e il tenente colonnello, un uomo eccezionale, mi tenne lì per una quindicina di giorni, per poi lasciarmi uscire con tre mesi di convalescenza. Per legge dopo nove mesi avevo raggiunto il congedo. Era finita”.

Su Elettronica e musica, il primo libro dedicato al genere in Italia, scritto dal musicista e musicologo Franco Fabbri nel 1984, Luigi Nono scrive: "Creatività musicale per altri innovanti pensari anche musicali e non facili appropriamenti di nuovi mezzi questi spesso dettati dal consumo di un nuovo mercato produttivo invadente (è logico) giapponese-americano, a bassi prezzi apparecchi-strumenti limitati e semplificati e semplificanti. Strumenti che illudono per "viaggi interplanetari" musicali, anche se comunque introducono sia nella prassi che nell'ascolto segnali acustici di altro tipo rispetto alle convenzioni ripetitive del consueto". Sembra piuttosto critico sull'uso dei sintetizzatori: i nuovi strumenti dell'epoca, che introducevano un suono diverso da tutto quello a cui eravamo abituati.
"Il VCS che usavo io all'epoca era straordinario".

Il VCS l'avrebbero usato anche i Pink Floyd in album epocali come Meddle. Ma lei l'ha fatto prima: come è stato possibile?
"Il costruttore me l'ha venduto sei mesi prima che andasse sul mercato, così ho potuto sperimentare: come se partisse un treno ad alta velocità verso l'infinito".

Era difficile da suonare?
"Dipendeva dalla tua fantasia e creatività: c'erano filtri e oscillatori e stava a te capire come usarli. Ho fatto una cosa a cui forse il costruttore non aveva pensato: ho immesso la mia voce negli oscillatori e la usavo come suono, rallentandola o accelerandola. C'è una testimonianza di questo nel documentario del concerto che ho fatto ad Alpe del Vicerè per il Festival di Re Nudo".

E la gente come reagiva?
"Benissimo di solito. Ogni tanto c'erano delle contestazioni: una volta al Palalido di Milano c'era un festival di gruppi rock a cui anch'io partecipavo. Ci saranno state diecimila persone: appena salito sul palco ho iniziato il mio concerto ed erano diecimila fischi; allora ho incominciato a mettere gli oscillatori in frequenze tra i sei e i settemila hertz: il VCS era potentissimo! Alla fine è arrivato Juri (Camisasca, musicista e collaboratore di Battiato, ndr) e mi ha detto: 'Eccezionale! Non si capiva se i fischi li facevi tu o il pubblico'. La gente era sconcertata da quei suoni".

So che anche quella al Festival del Parco Lambro fu un'esibizione indimenticabile...
"Il mio turno era alle due del mattino e la maggior parte della gente era nei sacchi a pelo. Mentre suonavo a poco a poco vedevo le persone che uscivano e si avvicinavano. Sembravano dei morti viventi. È stato un concerto bellissimo. Indimenticabile".

In Clic c'erano molte cose simili: sembrano elettroniche e invece non lo sono. Tra l'altro in quel disco c'è anche Propriedad Proibida che è stata rifatta per questo nuovo disco. Come mai?
"Perché secondo me è un brano che non ha perso niente in attualità, anzi paradossalmente l'ha acquistata".

E poi è un brano che tutti gli italiani conoscono senza saperlo: infatti è stato la sigla di TG2 Dossier...
"Questo è vero. Anche all'estero comunque piaceva molto. Io ho fatto da spalla nel 1975 a Stomu Yamashita, che faceva il Buddha Theatre. Nel '75 sono stato chiamato a rappresentare l'Italia alla Roundhouse di Londra per l'European Rock Festival a cui partecipavano i Magma, i Tangerine Dream, gli Ash Ra Tempel, il meglio della scena sperimentale di quel periodo insomma. Ma io avevo deciso che quello che facevo era troppo commerciale e che proprio per quell'importante occasione avrei cambiato rotta: avrei fatto metà concerto con le cose che sapevo che piacevano al pubblico e metà invece sui miei esperimenti 'd'attacco'. Alle prove ho fatto come al solito Propriedad Proibida e alla fine il direttore mi si avvicina e mi dice: 'You are the number one!'. Era proprio stupito e felice. Alla sera arrivarono circa quattromila persone, di cui duemila ubriache. Io facevo tutto da solo, non avevo nessuno che mi accompagnasse. Avevo i capelli lunghi, molto lunghi, una camicia militare, la barba non rasata e come strumenti un giradischi che usavo in maniera 'distruttiva' molto tempo prima dei dj hip hop con lo 'scratch', una radio sulle onde corte e una televisione come 'noise'. Quando ho cominciato a suonare all'inizio nessuno diceva niente perché pensavano che fossi il tecnico dell'artista italiano, che stava tarando gli strumenti. Ma dopo dieci minuti hanno incominciato a gridarmi 'Go home!', mentre altri dicevano 'More!'. Era scoppiato l'inferno! Dopo un po' me ne sono andato e mentre scendevo le scale ho rivisto il direttore che, offeso, ha girato la faccia dall'altra parte bofonchiando qualcosa tipo 'Mi hai tradito!' e non mi ha neanche salutato. Pazienza".

Si diceva che avrebbe fatto un disco con Stomu Yamashita. È vero?
"Lui voleva farlo ma non ho accettato".

I Magma erano un gruppo strano: avevano persino inventato una lingua, il Kobaiano, in cui scrivevano tutti i loro testi...
"Sì, mi hanno impressionato. Durante un tour con loro cercavo un posto appartato per fare meditazione. A un certo punto li ho sentiti entrare al piano di sotto. Io ero in un posto dove non mi potevano vedere: loro hanno alzato tutti insieme le braccia verso il cielo e si sono messi a salmodiare emettendo strani suoni. Alla fine si sono inginocchiati e se ne sono andati. Devo dire che la cosa mi ha colpito perché non era una performance che facevano davanti al pubblico, erano in un luogo dove non c'era nessuno...".

Il nuovo disco inizia con una canzone intitolata Leoncavallo. Come mai?
"Perché questo pezzo l'ho fatto per la prima volta al Centro Sociale Leoncavallo di Milano nel 1972".

Un altro brano recita "Cancelli/ le pareti del cervello/ non hanno più finestre/ i colori del buio"...
"È un frammento che mi piaceva e volevo recuperare".

C'è anche un recitato da Inneres Auge, un pezzo che veicolammo sul sito di Repubblica XL e Repubblica.it, e che fece un grande clamore dal momento che iniziava dicendo "Come un branco di lupi...". E i riferimenti erano chiari.

"Sì, l'ho messo anche in questo disco perché ci sta sempre bene", dice seguendo un filo logico imperscrutabile per i comuni mortali ma che ha una ragione precisa nella logica "battiatesca". Quella logica che l'ha portato a smontare brani celebri e a rimontarne frammenti dentro altri frammenti, tratti da oscuri album e ancora più oscuri concerti degli anni Settanta di cui purtroppo, come mi conferma, non esistono testimonianza visive. "È anche un omaggio a Sgalambro". E Shackleton? "Shackleton è un pezzo bellissimo. Il testo è di Fleur Jaeggy, moglie di Roberto Calasso".

Nel frattempo la conversazione è proseguita in macchina e ormai siamo arrivati nel luogo dove si terrà il concerto. Che inizia con una breve intro di piano campionata e mandata al contrario da Pino "Pinaxa" Pischetola, uno dei migliori ingegneri del suono in Italia, da tempi lontani collaboratore di Battiato e coautore del nuovo album: "Le voci si fanno presenze", inizia a recitare, e già abbandoniamo il mondo come lo vediamo tutti i giorni ed entriamo nella psichedelia. Sembra di tornare negli anni Settanta. L'atmosfera è rarefatta, minimale, odi un sibilo e si apre un nuovo brano tra i rumori. Battiato li ritma con le mani. C'è molto ordine dietro l'apparente caos del respiro elettronico e lui dirige il rumore come fosse un'orchestra, canta in tedesco e poi in arabo. Chiama Nicola, l'attendente di palco, che gli volta il leggio dicendo: "È un trucco magico". Da adesso in poi canterà rivolto al pubblico: "Sotto l'ombra sospiravi/ pastore di ombre e di sotterranei segreti/ parlavi di una vita trascorsa/ Come sempre le foglie cadono d'autunno/ Intona i canti dei veggenti/ cedi alla saggezza/ alle scintille di fuochi ormai spenti,/ regolati alle temperature e alle frescure delle notti: lascia tutto e seguiti/ Guarda le distese dei campi, perditi in essi/ e non chiedere altro", recita in una magica versione de Il mantello e la spiga. E poi Un oceano di silenzio: Un oceano di silenzio/ scorre lento/ senza centro né principio/ cosa avrei visto del mondo/ senza questa luce che illumina/ i miei pensieri neri". E un altro omaggio a Sgalambro con Fornicazione: "Fornicammo mentre i fiori si schiudevano/ al mattino". Un lento, inesorabile trionfo nonostante la difficoltà dei nuovi arrangiamenti, anche se la seconda parte del concerto concede qualcosa in più alla forma canzone.

Dopo due bis vado nel backstage. Il pubblico non se ne vuole andare e continua a invocare Battiato a gran voce. Un addetto del palco dice: "Dobbiamo fare qualche gesto definitivo per far capire che il concerto è proprio finito". Ma non serve. Battiato e i suoi non sanno che fare: "Vai a vedere, chiedono a un altro dei ragazzi che ritorna dicendo: 'Sono ancora tutti lì'". Allora Battiato prende la decisione: "Va bene, facciamo Il re del mondo". Fa per salire ma un altro componente dello staff gli dice: "Noi abbiamo iniziato a smontare: non puoi suonare". Tensione, poi la trovata: Franco torna sul palco, stringe mani da una parte all'altra per molti minuti, poi torna giù. Un ultimo saluto, i ringraziamenti ai musicisti e alla crew, e poi scappa via. Ecco cosa succede in una giornata con Battiato.




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Re: Franco Battiato "Joe Patti's experimental group"

Messaggio  MaurArte il Gio Set 18, 2014 9:33 am

Da ascoltare attentamente...visto anche l'utilizzo del bel sinth italiano che si vede in foto (GRP A8)

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Re: Franco Battiato "Joe Patti's experimental group"

Messaggio  Ivan il Gio Set 18, 2014 10:18 am

Spero che non si sia rinconglionito e che sia veramente un "nuovo" album per una nuova esperienza e non un semplice revival alla ricerca di stimoli prevalentemente commerciali.

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